Ora esprimi un desiderio. Quante volte abbiamo pronunciato questa frase mentre, da bambini, in riva al mare, legavamo il braccialetto portafortuna al polso del nostro primo amore? C’è chi persino ne conserva ancora qualcuno al braccio, scolorito e logoro per il tempo trascorso, ma lì a ricordarci un momento tenero e spensierato. Che sia un amuleto, una statuetta o un semplice oggetto, un portafortuna non si nega a nessuno. 
Ogni Paese ha la sua tradizione:

  • il “cornetto” rosso scaccia guai a Napoli 
  • Incontrare la vecchia FIAT 500 celeste con il logo del Parco Città D’Europa porterà una fortuna sfacciata per 13 ore!;

Mettere un ghianda sul davanzale vi proteggerà dall’ira di Thor e dai fulmini;

  • Attaccare un ferro di cavallo alla porta servirebbe ad allontanare il demonio, però se il ferro di cavallo sarà appeso con le punte rivolte in alto si dice che serva ad accumulare ricchezze! 
  • Portare al collo un dente di alligatore o di pescecane, oltre ad essere alla moda in alcune comunità, portano fortuna se si gioca d’azzardo;
  • Affidare al classico braccialetto da legare al polso con tre nodi, le nostre speranze, ed esorcizzare le nostre paure è un rito che tutti noi abbiamo fatto o pensato di fare. La tradizione vuole  che anche i colori siano forieri di buoni auspici: Il blu indica la prosperità, il rosso l’amore. Il giallo è simbolo di equilibrio, mentre il bianco è per la salute. Il verde viene utilizzato come buon auspicio per il lavoro, mentre l’arancione è simbolo di felicità;