Ho sempre provato una grande ammirazione per i personaggi riservati, discreti specialmente in un’epoca in cui si rincorre l’esposizione mediatica e si modella in modo artefatto la propria immagine, mi sembra più interessante chi vuole rimanere nell’ombra.

Il Parco Città D’Europa è un luogo dal fascino irresistibile, nei cui pressi capita spesso di passare senza cogliere la presenza del nostro Super Eroe: eppure è li, a poco più di qualche decina di metri che in modo calmo ma determinato provvede a mantenere il decoro del nostro “Parco”, anche se nessuno glielo chiede. È la sua indole.

Lo abbiamo voluto intervistare, ma ci ha chiesto di mantenere l’anonimato, sebbene moltissimi del Parco lo conoscano, lo apprezzino, lo stimino.

Sig.re Super Lindo, non le dispiace se la chiamo in questo modo? 
Per noi lei è il nostro modello di riferimento, il nostro Super Eroe dell’EUR-Torrino.

Lei mi lusinga, ma quello che faccio armonizza il mio modo di essere e l’incapacità di vedere il luogo dove vivo in disordine.

Come mai la chiamano Super Lindo?

Per la verità il soprannome me lo ha dato lei, tutti mi conoscono per il mio nome di battesimo.

Vivendo in prossimità del Parco, la mattina presto esco per fare una passeggiata con la mia adorata cagnolina e mi godo il silenzio della natura, l’aria frizzante e il senso di libertà che la dimensione del Parco enfatizza.

Purtroppo in prossimità di festività o di riposo dal lavoro, nelle mie passeggiate quotidiane ho l’amarezza di sperimentare anche il malcostume dei giovani che vengono ad evadere la loro solitudine rifugiandosi nell’alcol.

Cosa intende, li trova sdraiati sull’erba ubriachi?

No, questo ancora non mi è capitato, trovo le loro bottiglie di alcol vuote a rappresentare le domande alle quali non hanno trovato riposta. Con questo non voglio demonizzare il comportamento di questi ragazzi, sono stato giovane anche io, ma non avendo ancora interiorizzato il concetto che le bottiglie dovrebbero portarsele via, le lasciano disordinatamente in prossimità dove sono stati in compagnia.

Quando trova i resti del Party, cosa fa chiama i responsabili dei giardini pubblici, l’AMA?

No è inutile, mi armo di pazienza e buona volontà, metto tutto in un sacco dei rifiuti e lo lascio in prossimità dei secchi di raccolta situati alle uscite del Parco.

Fatto questo cosa succede?

Otto anni fa insieme ad alcuni amici, stanchi di vedere il nostro parco derelitto, incolto abbiamo deciso di occuparci del nostro parco e non abbiamo mai smesso. Ogni anno provvediamo a mantenere il decoro del nostro parco mantenendo l’erba tagliata con almeno quattro interventi. Provvediamo a tenere puliti i viali, potare le piante. In parole povere provvediamo in modo autonomo a gestire il decoro del nostro giardino di casa!

In questa nostra attività abbiamo raggiunto accordi con L’AMA che prevedono il nostro intervento per portare i rifiuti in prossimità del secchi di raccolta e loro, da noi avvisati, passano a ritirare i bustoni.

Avevo l’idea che la cura del Parco fosse in capo al Municipio di Zona

In teoria dovrebbe essere così, ma è solo grazie al senso civico e all’altruismo di 130 soci della nostra Associazione che abbiamo il rispetto di tutti i cittadini che ogni giorno usufruiscono del nostro parco.